
Osteopatia Strutturale
L’osteopatia strutturale punta a valutare e ripristinare la salute del sistema muscoloscheletrico. L’attenzione è centrata non solo sul movimento attivo e passivo di muscoli e articolazioni, bensì su tutti gli aspetti biomeccanici – o, meglio, meccanobiologici, dato la nascita di questa nuova branca che mostra come gli stimoli meccanici possono influenzare direttamente la biologia cellulare – dell’organismo che stanno alla base del corretto funzionamento (“la struttura determina la funzione”) di ossa, muscoli, vie circolatorie sanguigne, linfatiche e nervose. Di conseguenza, manipolazioni e mobilizzazioni sono essenziali per l’osteopatia strutturale.
Grazie alle ricerche scientifiche e cliniche dell’ultimo decennio, sappiamo che l’osteopatia strutturale può influenzare positivamente la funzionalità del sistema nervoso autonomico (orto- e parasimpatico) così da garantire una migliore regolazione delle funzioni viscerali.
Inoltre, è in grado di modulare gli stati di sensitizzazione centrale, ossia quelle condizioni dove il sistema nervoso, in assenza di lesione organica, mostra però un’iperattività che favorisce infiammazione neurogena (infiammazione provocata dal sistema nervoso), dolore e risposte viscerali “estreme” – è il fenomeno alla base delle cosiddette malattie “funzionali”: dalle cefalee tensive alle dismenorree primarie fino alle sindromi fibromialgiche.
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